Il giardino di Casa Cuseni: biodiversità ed estetica
- Francesco Spadaro

- 1 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Quando la disobbedienza diventa bellezza
La biodiversità non vive solo nei parchi naturali o nelle aree protette. È presente, spesso in modo silenzioso, negli spazi che attraversiamo ogni giorno: nei giardini storici, nei viali alberati, nelle specie spontanee che convivono con l’architettura e con la vita dell’uomo. È proprio negli ambiti urbani e periurbani che oggi si gioca una delle sfide più decisive: conciliare qualità della vita, tutela dell’ambiente e identità culturale.
La Strategia Nazionale per la Biodiversità individua tre assi fondamentali – conservazione dei servizi ecosistemici, risposta ai cambiamenti climatici e sviluppo di politiche economiche sostenibili – che trovano una sintesi concreta nel paesaggio urbano. Qui il verde non è più semplice ornamento, ma infrastruttura ecologica, strumento di resilienza e spazio di relazione. In questo quadro si colloca anche la Legge 10 del 2013, che riconosce agli spazi verdi urbani un ruolo centrale nel miglioramento della qualità dell’aria, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella costruzione di ambienti più sani e vivibili. Una visione che chiama in causa non solo gli enti pubblici, ma anche le istituzioni culturali e i luoghi della memoria.
Il giardino storico di Casa Cuseni rappresenta un esempio emblematico di questa visione. Dal punto di vista botanico ed ecologico, esso si distingue per una scelta chiara e consapevole: non imporre un ordine artificiale, ma lasciare spazio alla complessità della natura.
Un prato costantemente tagliato, uniforme e “obbediente”, composto da un’unica specie erbacea mantenuta a pochi centimetri di altezza, offre infatti pochissimo alla biodiversità. In assenza di fiori mancano gli insetti impollinatori; senza insetti diminuiscono uccelli e piccoli mammiferi.

Il risultato è un sistema monotono, esteticamente controllato ma ecologicamente povero.
Nel giardino di Casa Cuseni accade l’opposto. Qui, dove l’interesse per la biodiversità prevale sulla ricerca di un ordine rigido, i fiori sono liberi di crescere in modo più spontaneo, quasi “disobbedienti” alle consuetudini del giardinaggio tradizionale. Questa apparente indisciplina genera bellezza e vita: graminacee spontanee, composite dai fiori gialli e azzurri, leguminose capaci di arricchire naturalmente il suolo. Si crea così un mosaico vegetale che dà origine a microhabitat diversificati, nei quali trovano spazio farfalle, api selvatiche, coleotteri, lucertole. Prende forma una rete trofica complessa, in grado di sostenere una biodiversità sorprendente. Le specie convivono in stretta prossimità, favorendo anche processi di ibridazione spontanea e un flusso genetico continuo che arricchisce nel tempo il Giardino di Casa Cuseni. Questa visione dialoga pienamente con le più recenti ricerche e strumenti scientifici, come il Manuale sulle specie erbacee spontanee mediterranee per la riqualificazione di ambienti antropici, che promuove l’uso della flora spontanea come risorsa strategica per la rigenerazione ecologica degli spazi urbani e storici. Casa Cuseni incarna questo approccio in modo naturale: il giardino non è solo testimonianza del passato o cornice estetica della villa, ma laboratorio vivo, spazio di sperimentazione, osservazione e educazione ambientale.
Un luogo dove la biodiversità mediterranea diventa parte integrante dell’esperienza culturale.
La valorizzazione della biodiversità urbana non è una pratica riservata agli specialisti. È un’opportunità che riguarda tutti: cittadini, progettisti, istituzioni culturali, amministrazioni pubbliche. Dal piccolo cortile domestico ai grandi giardini storici, ogni spazio verde può contribuire alla tutela della flora spontanea e alla costruzione di città più resilienti.
Attraverso la cura attenta del proprio giardino e la promozione culturale di questi temi, la Fondazione Casa Cuseni continua a testimoniare come la biodiversità possa essere non solo una scelta ecologica, ma anche un valore estetico, culturale e identitario, capace di rinnovare il dialogo tra natura, storia e futuro.
mmmmm
















Commenti